Cucine Popolari Cesena

Dicono di noi

Seduta Consiglio Comunale di Cesena del 30 luglio 2025

31 luglio alle ore 17:44 
 
Comunicato del Direttivo delle Cucine Popolari Cesena
 
Pochi erano i punti che il Consiglio comunale doveva trattare il 30 luglio, nella discussione sulla variazione di bilancio. Il più importante riguardava i lavori e i costi per lo stabile comunale attualmente occupato dall’Hobby Terza Età, dove al termine della ristrutturazione si trasferiranno anche le Cucine popolari.
La discussione ha fornito l’occasione a Fratelli d’Italia e Lega – in particolare al consigliere Marco Casali – per attaccare frontalmente il progetto delle Cucine Popolari, mettendone in discussione l’utilità e accusando una tra gli ideatori, Elena Baredi, di strumentalizzare l’iniziativa per fini elettorali.
Ma ciò che è emerso in modo ancora più grave è che nessuno dei consiglieri dell’ opposizione intervenuti ha mai visitato le Cucine Popolari, né ha espresso l’intenzione di farlo. Nonostante ciò, il consigliere di Fratelli d’Italia, I
Andrea Imperato ha dichiarato che, a suo giudizio, le Cucine non sono “né belle, né necessarie, né opportune”. Lo racconti a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno attendono un pasto, a pranzo e a cena, non avendo alternative. Lo racconti anche al Vescovo che proprio in questi giorni ha parlato dell’aggravarsi delle fragilità sociali sul nostro territorio e della necessità di intervenire.
La povertà non si cancella con le dichiarazioni d’aula, né si combatte negandola. E proprio per questo, rispetto a quanto ascoltato ieri, ci sono parole e atteggiamenti che meritano di essere denunciati per quello che sono: infamie.
La prima è sminuire la portata delle Cucine Popolari, appiattendole sulla figura di Elena e cancellando i duecento volontari che nel 2024 hanno servito 25.200 pasti a persone che in buona parte non possono permettersi di mangiare.
Rappresentiamo una fetta variegata della società cesenate che si organizza con le proprie forze di volontari, grazie alle donazioni e con il sostegno trasversale del tessuto imprenditoriale di Cesena: dal piccolo negozio di quartiere, alle grandi aziende di rilevanza nazionale.
È a loro e alla loro idea solidale di città, che Lega e Fratelli d’Italia mancano di rispetto quando negano l’utilità delle Cucine, riducendole ad una mera operazione elettorale.
Siamo così parassiti che abbiamo contribuito con 200.000€ alle spese di ristrutturazione; risorse derivanti da donazioni provenienti soprattutto a seguito dell’ alluvione.
In tre anni di apertura della nostra associazione, mai uno di questi soggetti vi ha messo piede. Mai sono venuti a conoscere chi mangia alle Cucine e chi le manda avanti. Delle Cucine non sanno nulla, ma le attaccano perché sono un esempio concreto di una società più giusta, più redistributiva.
E questo cozza con la loro visione elitaria ed escludente, dove essere poveri è una colpa da punire.
Attaccano Elena perché il “personale è politico”, e la storia di Elena è ricca di iniziative verso gli altri. Tra queste le Cucine.
Ci domandiamo quale sia il “personale politico” di Casali e dei suoi colleghi dell’opposizione, la storia che ne definisce la caratura e l’impronta che hanno lasciato in città.
 
Ce lo chiediamo e non troviamo nulla.
 
Il Consiglio direttivo delle Cucine Popolari
 

Comunicato congiunto a sostegno delle Cucine Popolari di Cesena

In seguito al grave e vergognoso attacco sferrato in Consiglio Comunale da parte dei consiglieri Marco Casali e Andrea Imperato, esponenti della minoranza di centrodestra, nei confronti delle Cucine Popolari di Cesena, sentiamo il dovere di esprimere con forza il nostro sdegno e il nostro totale dissenso.
Le Cucine Popolari rappresentano da anni un presidio fondamentale di solidarietà, inclusione e giustizia sociale per la nostra città. Grazie al lavoro instancabile di decine di volontarie e volontari, ogni giorno offrono un pasto caldo, ascolto e dignità a chi vive situazioni di disagio o marginalità, contribuendo concretamente alla costruzione di una comunità più coesa e umana.
Attaccare un’esperienza come questa, cercando di screditarne il valore sociale con insinuazioni strumentali e pretestuose, significa colpire non solo un progetto virtuoso, ma soprattutto le persone a cui questo servizio è dedicato e con loro tutta città.
Esprimiamo quindi il nostro pieno e convinto sostegno al direttivo, ai volontari e alle volontarie delle Cucine Popolari. A loro va la nostra solidarietà e la nostra gratitudine per l’impegno quotidiano, portato avanti con cura, trasparenza e spirito civico.
Invitiamo tutte le forze democratiche, le associazioni, i cittadini e le cittadine a respingere ogni tentativo di delegittimazione e a riconoscere pubblicamente il valore sociale, umano e culturale delle Cucine Popolari, che da sempre operano con spirito di servizio, indipendenza e gratuità.
Cesena ha bisogno di più solidarietà, non di polemiche strumentali. Di più cura verso chi è in difficoltà, non di retorica divisiva.
Le Cucine Popolari sono patrimonio della città. E noi siamo con loro.
31 luglio 2025
 
Adesioni:
Anpi Provinciale Forlì Cesena
Anpi Cesena
Anpi Cesenatico
Anpi Rubicone
Ass. La Parola
Ass. Barcobaleno Forlimpopoli
Ass. Amici della Casa di Tavolicci
Arci Romagna Cesena Rimini
Ass. Amici della Casa di Tavolicci
Ass. Luciano Lama
Centro Pace di Forlì
Cooperativa Equamente
Coordinatore Comitato Cesenate per la Costituzione
Comitato NoMegastore di Forlì
CGIL Forlì Cesena
Costituzione e Democrazia Forlí
Europa Verde Forlì Cesena
Federconsumatori Forlì Cesena
Fondamenta-AVS di Cesena
Forlì Città Aperta
Giovani Europeisti Verdi Forlì Cesena
Legambiente Forlì-Cesena
Libera Forlì Cesena
Mani Rosse Antirazziste Forlì
Mediterranea
Novemento 5 Stelle Cesena
Partito Socialista Italiano comprensorio Cesenate
PD Federazione di Cesena
PD Unione Comunale
Possibile Forli-Cesena
Presidente dell’Università della terza Età
Presidio Libera Giuseppe Letizia di Forlimpopoli
Presidio Libera Placido Rizzotto di Forlì
Rifondazione Comunista di Forlì
Rifondazione Comunista di Cesena
Sinistra Italiana Forlì Cesena
Sunia Forlì Cesena
UDU Forlì
Unione Giovani di Sinistra (UGS) Forlì-Cesena

Lettera aperta sulle recenti vicende che hanno investito le Cucine Popolari di Cesena

Cari amici,

mesi fa avete ospitato una mia conferenza che aveva per titolo “lo sfamo della popolazione”. Ho parlato del problema dell’accesso al cibo nella storia.
Mi avete accolto in tantissimi; mi avete ascoltato con grande interesse e circondato di grande considerazione. È stata per me non solo una bella giornata a livello umano, ma una chiacchierata che ha dato senso al mio mestiere.
Gli storici non hanno solo il dovere di ricordare agli altri ciò che tendono a dimenticare, hanno anche il dovere di intervenire quando le circostanze lo richiedono.
E quello che sta accadendo alle Cucine Popolari non può lasciarmi indifferente. Non posso non intervenire.
Ho letto il comunicato del partito maggiore dell’opposizione; un comunicato privo di contenuti concreti. L’impostazione, il contenuto e lo stile di quello scritto confermano quanto ci sarebbe bisogno di conoscere la storia: mancando argomenti probanti, vi si fanno insinuazioni; ma gli estensori del comunicato non si sono accorti che accusano Baredi esattamente di quel che un politico ha l’obbligo di fare: affrontare e risolvere problemi. E le Cucine Popolari, con la loro stessa esistenza, testimoniano di un problema enorme, drammatico e diffuso: quello della povertà e delle difficoltà di alimentarsi. Parlano di “carità”, quando invece, consumare pasti nutrienti e gustosi dovrebbe essere un diritto acquisito da tutti e per tutti (incappano in questo errore perché, sono pronto a scommetterci, non hanno mai messo piede nelle Cucine). Baredi e i 200 volontari delle Cucine si sono fatti carico di trovare una soluzione ad una emergenza e hanno dimostrato di sapere come affrontarla. Infine, gli estensori del comunicato non si rendono conto che senza il sostegno concreto di realtà produttive robuste e imprenditori, le Cucine Popolari non esisterebbero.
Che gli elettori premino chi con impegno, dedizione e capacità dimostra di saper fare il proprio mestiere è del tutto ovvio e scontato.
Torno su altri aspetti che mi premono.
In tutta la storia per periodi più o meno lunghi, i poveri hanno convissuto col problema di potersi alimentare e in quale modo. È accaduto fino a tempi recentissimi. Ma oggi, nel 2025, sembra impossibile che in una realtà come Cesena ci sia ancora chi si trova in questa condizione. E questo mentre i governi sprecano miliardi in cose del tutto inutili; si spenderanno cifre spropositate per le armi; politiche futili, sempre a tutela dei ricchi, stanno impoverendo da decenni fasce sempre più larghe di popolazione – e questa situazione peggiorerà nei prossimi anni.
Le cucine popolari – l’ho detto nella conferenza e lo ripeto – dovrebbero cessare di esistere. Ma dovrebbero chiudere quando una società più giusta, più equa, in cui nessuno debba sentire l’umiliazione di non riuscire a procurarsi un pasto dignitoso sarà riconquistata e ripristinata.
La Romagna è stata una terra dura, ingrata, resa fertile da una lotta continua tra un ambiente ostile e difficile e l’uomo. In quelle condizioni, uomini e donne sono stati costretti ad unirsi, a mettersi assieme, ad organizzarsi in tanti modi. C’è voluto più di un secolo per “sistemare” questo territorio, e c’è voluto più di un secolo di esperienze, di lotte, di associazioni, perché uomini e donne si riscattassero da condizioni di vita e di lavoro durissime e spesso umilianti. Con i loro sforzi la nostra terra è diventata “grassa”, produttiva, generosa e amministrazioni democratiche hanno spalmato la ricchezza prodotta su tutte le classi sociali. Per quasi quarant’anni dopo la seconda guerra mondiale l’Emilia Romagna è stata un modello studiato e ammirato in tutto il mondo, perfino negli Stati Uniti.
Oggi, mentre il mondo è sottoposto a tensioni fortissime il cui esito è incerto, ciò che di certo si constata e si vede è un colossale trasferimento di ricchezza dai poveri ai ricchi. E ciò che si vede è che governi che non hanno il coraggio di dire apertamente le proprie convinzioni, si pongono al servizio di chi guida e lucra in questo processo.
Viviamo in tempi bui, in tempi molto cupi. Ma viviamo anche in una terra che ha saputo splendere, che non ha lasciato indietro nessuno. Le Cucine Popolari sono lì a dimostrarlo: centinaia di volontari e donatori generosi e soprattutto consapevoli, che non si girano dall’altra parte; che non ci stanno a restare inermi di fronte a forse la più grave delle ingiustizie si sono mobilitati e le hanno create.
Ciò significa che questa terra genera ancora, in questi tempi difficilissimi e terribili, belle persone; donne e uomini con la schiena dritta che vogliono un mondo migliore, un paese migliore, una città migliore, e lo fanno. Ciò significa che questa terra produce ancora anticorpi al degrado che ci circonda e che a volte sembra inarrestabile: voi siete questi anticorpi.
Ma ciò significa anche che è il momento di tornare a unirsi, di fare fronte comune, di mobilitarsi davanti a coloro che vorrebbero imporre modelli autoritari, antidemocratici e che creano esclusione ed emarginazione: partiti, sindacati, associazioni, movimenti, e tutti coloro che hanno a cuore i valori della nostra Costituzione devono mettere da parte divergenze e unirsi. Sono i tempi che lo impongono: ci vorrebbero sudditi, ma siamo cittadini.
La storia è lì a dimostrare che avete l’intelligenza, la forza e il coraggio per contrastare questo imbarbarimento umano. Fatelo.
Avete tutto il mio appoggio.

Cesena 2 agosto 2026

Matteo Banzola    –   Storico

... quella giusta dose di follia

Credevo fosse impossibile non rallegrarsi per l’attività delle Cucine Popolari a Cesena. È un tale regalo fatto alla città, un affaccendarsi di persone così entusiaste, così diverse fra loro per convinzioni, per cultura, per ambienti da cui provengono che mi sembra un miracolo il loro stare insieme. La qualità del loro fare è altissima, l’efficacia è sotto gli occhi di tutti, l’accoglienza, la leggerezza, il buon umore, la cura, tutto è al meglio. Colgo l’occasione per ringraziarvi: vi guardo e penso che amo la vostra generosa operosità, inventiva e anche quella giusta dose di follia. Grazie Cucine!!! La cura degli altri che abbiamo in fondo delegato alle istituzioni, e che quasi non ci riguarda più, qui viene rimessa al centro del fare ed è senza dubbio esortazione per tutti ad essere migliori. Un antidoto potente all’abbruttimento preoccupante della nostra specie. Grazie ancora, Cucine!!     

Cesena 2 agosto 2025 

Mariangela Gualtieri    –    Poetessa

Torna in alto