Dicono di noi
Seduta Consiglio Comunale di Cesena del 30 luglio 2025
Comunicato congiunto a sostegno delle Cucine Popolari di Cesena
Lettera aperta sulle recenti vicende che hanno investito le Cucine Popolari di Cesena
Cari amici,
mesi fa avete ospitato una mia conferenza che aveva per titolo “lo sfamo della popolazione”. Ho parlato del problema dell’accesso al cibo nella storia.
Mi avete accolto in tantissimi; mi avete ascoltato con grande interesse e circondato di grande considerazione. È stata per me non solo una bella giornata a livello umano, ma una chiacchierata che ha dato senso al mio mestiere.
Gli storici non hanno solo il dovere di ricordare agli altri ciò che tendono a dimenticare, hanno anche il dovere di intervenire quando le circostanze lo richiedono.
E quello che sta accadendo alle Cucine Popolari non può lasciarmi indifferente. Non posso non intervenire.
Ho letto il comunicato del partito maggiore dell’opposizione; un comunicato privo di contenuti concreti. L’impostazione, il contenuto e lo stile di quello scritto confermano quanto ci sarebbe bisogno di conoscere la storia: mancando argomenti probanti, vi si fanno insinuazioni; ma gli estensori del comunicato non si sono accorti che accusano Baredi esattamente di quel che un politico ha l’obbligo di fare: affrontare e risolvere problemi. E le Cucine Popolari, con la loro stessa esistenza, testimoniano di un problema enorme, drammatico e diffuso: quello della povertà e delle difficoltà di alimentarsi. Parlano di “carità”, quando invece, consumare pasti nutrienti e gustosi dovrebbe essere un diritto acquisito da tutti e per tutti (incappano in questo errore perché, sono pronto a scommetterci, non hanno mai messo piede nelle Cucine). Baredi e i 200 volontari delle Cucine si sono fatti carico di trovare una soluzione ad una emergenza e hanno dimostrato di sapere come affrontarla. Infine, gli estensori del comunicato non si rendono conto che senza il sostegno concreto di realtà produttive robuste e imprenditori, le Cucine Popolari non esisterebbero.
Che gli elettori premino chi con impegno, dedizione e capacità dimostra di saper fare il proprio mestiere è del tutto ovvio e scontato.
Torno su altri aspetti che mi premono.
In tutta la storia per periodi più o meno lunghi, i poveri hanno convissuto col problema di potersi alimentare e in quale modo. È accaduto fino a tempi recentissimi. Ma oggi, nel 2025, sembra impossibile che in una realtà come Cesena ci sia ancora chi si trova in questa condizione. E questo mentre i governi sprecano miliardi in cose del tutto inutili; si spenderanno cifre spropositate per le armi; politiche futili, sempre a tutela dei ricchi, stanno impoverendo da decenni fasce sempre più larghe di popolazione – e questa situazione peggiorerà nei prossimi anni.
Le cucine popolari – l’ho detto nella conferenza e lo ripeto – dovrebbero cessare di esistere. Ma dovrebbero chiudere quando una società più giusta, più equa, in cui nessuno debba sentire l’umiliazione di non riuscire a procurarsi un pasto dignitoso sarà riconquistata e ripristinata.
La Romagna è stata una terra dura, ingrata, resa fertile da una lotta continua tra un ambiente ostile e difficile e l’uomo. In quelle condizioni, uomini e donne sono stati costretti ad unirsi, a mettersi assieme, ad organizzarsi in tanti modi. C’è voluto più di un secolo per “sistemare” questo territorio, e c’è voluto più di un secolo di esperienze, di lotte, di associazioni, perché uomini e donne si riscattassero da condizioni di vita e di lavoro durissime e spesso umilianti. Con i loro sforzi la nostra terra è diventata “grassa”, produttiva, generosa e amministrazioni democratiche hanno spalmato la ricchezza prodotta su tutte le classi sociali. Per quasi quarant’anni dopo la seconda guerra mondiale l’Emilia Romagna è stata un modello studiato e ammirato in tutto il mondo, perfino negli Stati Uniti.
Oggi, mentre il mondo è sottoposto a tensioni fortissime il cui esito è incerto, ciò che di certo si constata e si vede è un colossale trasferimento di ricchezza dai poveri ai ricchi. E ciò che si vede è che governi che non hanno il coraggio di dire apertamente le proprie convinzioni, si pongono al servizio di chi guida e lucra in questo processo.
Viviamo in tempi bui, in tempi molto cupi. Ma viviamo anche in una terra che ha saputo splendere, che non ha lasciato indietro nessuno. Le Cucine Popolari sono lì a dimostrarlo: centinaia di volontari e donatori generosi e soprattutto consapevoli, che non si girano dall’altra parte; che non ci stanno a restare inermi di fronte a forse la più grave delle ingiustizie si sono mobilitati e le hanno create.
Ciò significa che questa terra genera ancora, in questi tempi difficilissimi e terribili, belle persone; donne e uomini con la schiena dritta che vogliono un mondo migliore, un paese migliore, una città migliore, e lo fanno. Ciò significa che questa terra produce ancora anticorpi al degrado che ci circonda e che a volte sembra inarrestabile: voi siete questi anticorpi.
Ma ciò significa anche che è il momento di tornare a unirsi, di fare fronte comune, di mobilitarsi davanti a coloro che vorrebbero imporre modelli autoritari, antidemocratici e che creano esclusione ed emarginazione: partiti, sindacati, associazioni, movimenti, e tutti coloro che hanno a cuore i valori della nostra Costituzione devono mettere da parte divergenze e unirsi. Sono i tempi che lo impongono: ci vorrebbero sudditi, ma siamo cittadini.
La storia è lì a dimostrare che avete l’intelligenza, la forza e il coraggio per contrastare questo imbarbarimento umano. Fatelo.
Avete tutto il mio appoggio.
Cesena 2 agosto 2026
Matteo Banzola – Storico
... quella giusta dose di follia
Credevo fosse impossibile non rallegrarsi per l’attività delle Cucine Popolari a Cesena. È un tale regalo fatto alla città, un affaccendarsi di persone così entusiaste, così diverse fra loro per convinzioni, per cultura, per ambienti da cui provengono che mi sembra un miracolo il loro stare insieme. La qualità del loro fare è altissima, l’efficacia è sotto gli occhi di tutti, l’accoglienza, la leggerezza, il buon umore, la cura, tutto è al meglio. Colgo l’occasione per ringraziarvi: vi guardo e penso che amo la vostra generosa operosità, inventiva e anche quella giusta dose di follia. Grazie Cucine!!! La cura degli altri che abbiamo in fondo delegato alle istituzioni, e che quasi non ci riguarda più, qui viene rimessa al centro del fare ed è senza dubbio esortazione per tutti ad essere migliori. Un antidoto potente all’abbruttimento preoccupante della nostra specie. Grazie ancora, Cucine!!
Cesena 2 agosto 2025
Mariangela Gualtieri – Poetessa









